Esistiamo (come gruppo e come
servizio) da molti anni,
ma solo il 1° ottobre 1999 abbiamo deciso di metterci a disposizione
su internet.
Da allora, le visite a www.laboratorio.it sono state:
MODELLO DI RIFERIMENTO
TEORICO
La psicoterapia segue
sempre un modello teorico circoscritto ad un singolo autore principale
La psicoterapia si basa sempre su di una
teoria specifica: non rappresenta infatti una conoscenza o una
scienza di base, ma una valutazione di parte legata a circoscritte
visioni teoriche (per lo più prodotte ciascuna da un singolo
psicologo, che operava in un passato relativamente lontano).
Le scuole di psicoterapia spesso e volentieri
si distinguono attraverso l'aggettivazione del nome di una singola
(ancorché ottima) persona: Freud-iana, Jung-hiana, Adler-iana,
Lacan-iana, Klein-iana, Foulkes-iana, Berne-iana, Perls-iana,
Assagioli-ana, Ericson-iana, Skinner-iana, Watson-iana, Rogers-iana,
Moren-iana ecc.
La quale persona, purtroppo, è
solitamente già passata a miglior vita da almeno qualche
decina d'anni (durante i quali magari la psicologia ha compiuto
ulteriori e significativi passi avanti; di cui ovviamente la
pur ottima persona non ha potuto tenere alcun conto).
Ciò vale soprattutto
in Italia (dove la legge è molto chiara)
In Italia il dato è ancora più
esasperato.
Infatti, per legge, una scuola di psicoterapia
deve sempre riferirsi a una teoria specifica, cioè sostanzialmente
a uno psicologo eminente (ovvero alle opinioni circoscritte di
un singolo professionista, ancorché famoso da molto tempo).
Dice testualmente il Decreto 11 dicembre
1998, n. 509 (Ministero dell'Università e della Ricerca
Scientifica e Tecnologica) relativo al Regolamento per il riconoscimento degli istituti
abilitati ad attivare corsi di specializzazione in psicoterapia
(articolo 17 comma 96 della legge n. 127/97) che, per il relativo
riconoscimento, gli Istituti che gestiscono Scuole di Psicoterapia
devono presentare: "Documentazione relativa alla validità
del proprio indirizzo metodologico e teorico-culturale".
E più avanti: "I corsi attivati
presso gli Istituti hanno lo scopo di impartire agli allievi
una formazione professionale idonea all'esercizio dell'attività
psicoterapeutica, individuale e di gruppo, secondo un indirizzo
metodologico e teorico-culturale riconosciuto in ambito scientifico
nazionale e internazionale".
E poi: "L'ordinamento didattico dell'istituto
è adottato dal competente organo dellistituto stesso
in relazione al modello formativo seguito".
Si parla quindi insistentemente e reiteratamente,
con riferimento alle caratteristiche obbligatorie della formazione,
di: "Confrontare la specificità del proprio modello
di formazione con la domanda articolata dell'utenza".
E poi di: "Approfondimento specifico
dell'indirizzo metodologico e teorico-culturale seguito dall'istituto".
E poi ancora di: "Una formazione
coerente al tipo di indirizzo psicoterapeutico adottato dall'istituto".
Ed è in base a questi criteri che
vengono approvate o meno dal Ministero le diverse scuole di psicoterapia
attualmente in funzione.
In altre parole: se una scuola di psicoterapia
viene riconosciuta dal Ministero, questo dipende dal fatto che
l'apposita Commissione Ministeriale stabilisce che la formazione
in essa impartita non è di carattere scientifico generale,
bensì circoscritta ad una sola e separata impostazione
"metodologica" e "teorico-culturale" (pena:
il rifiuto del riconoscimento).
Insomma: giustamente e per legge, le scuole
di psicoterapia sono rivolte all'approfondimento di singole e
specifiche teorie (psico)terapeutiche, e non alla psicologia
nel suo complesso e alla sua applicazione attiva e operativa
nel counseling psicologico.
Tra l'altro: sono più specializzate
in ciascuna singola forma di psicoterapia, per cui vi interesseranno
presumibilmente di più (rispetto alla Scuola di Counseling
del Laboratorio) se volete approfondire appunto una teoria molto
specifica.
Una prova ulteriore del carattere specialistico
ma circoscritto della formazione psicoterapeutica, almeno in
Italia, è fornita dal fatto che un medico, per legge,
può sempre iscriversi a una scuola di psicoterapia.
Il che è possibile proprio perchè
tale scuola non insegna le competenze generali della psicologia
e del counseling, per i quali occorrerebbe seguire un intero
Corso di Laurea in Psicologia.
I medici possono dunque essere formati
alla psicoterapia (ma non al counseling come professione psicologica),
anche se in precedenza non hanno ricevuto una solida formazione
psicologica di base e generale (non prevista dalla laurea in
medicina), proprio perchè l'Istituto insegna loro questo
solo e circoscritto modello "metodologico" e "teorico-culturale".
Il Counseling Psicologico,
al contrario, attinge alla totalità delle risorse scientifiche,
sperimentali, di ricerca, teoriche, professionali, tecniche,
pratiche ed esperienziali della psicologia (Non alla teoria personale
di un singolo psicologo)
Il che non impedisce, ovviamente, alla
maggior parte degli psicologi e dei medici (che pure seguono
una scuola di psicoterapia) di approfondire poi, nella pratica
e per conto proprio, tante altre scoperte della psicologia.
Ma non è certo questo che la formazione
attuata nelle scuole di psicoterapia, ovvero il titolo di psicoterapeuta,
certifica. Anzi.
In pratica: la ricerca psicologica fornisce
una quantità di dati, su cui appunto si basa il counseling
psicologico.
A partire da questi dati, cui più
o meno tutti gli psicologi fanno riferimento, ciascuna specifica
psicoterapia deriva una propria teoria psicoterapeutica, che
infatti è sempre diversa dalle altre e utilizza solo alcuni
degli strumenti disponibili (quelli appunto connessi con il suo
modello "metodologico" e "teorico-culturale"
specifico).
Questo, almeno, in teoria.
Nel senso che la gran parte degli psicoterapeuti
sono in realtà, nella pratica (benché non nella
definizione giuridica e formativa), eclettici; per cui personalizzano
spesso la propria formazione utilizzando modelli, tecniche e
costrutti ripresi da molti autori diversi ovvero da tutta la
ricerca e la teoria psicologica nel suo insieme.
Nella concretezza professionale, tendono
cioè a mettere la sordina ai rigori di questo o quel singolo
modello teorico-culturale (cui sono stati formati nella Scuola
di Psicoterapia), per attingere all'insieme delle conoscenze
psicologiche generali.
Mentre il counselor le utilizza tutte
quante sin da subito, facendosi anzi parte attiva per trovarne
sempre di nuove, senza pregiudizi e senza preclusioni.
Anche perchè, se il counseling
psicologico si riferisse a uno psicologo solo (per quanto eminente),
invece che alla psicologia nel suo complesso, sarebbe come se
un medico si servisse solo delle teorie di Louis Pasteur o di
quelle di Claude Bernard (che pure sono stati medici di grande
rilievo; anche se operavano non meno di un secolo fa, ai tempi
di Freud se non prima) invece che a tutto l'insieme delle scoperte
e degli strumenti identificati e perfezionati da tutto il grande
sforzo realizzato coordinatamente dalle migliaia e migliaia di
professionisti e scienziati che hanno saputo far crescere la
medicina (ovvero, nel caso del counseling: la psicologia).
E allora, viene da chiedersi: se uno vuole
fare lo psicologo ovvero vuole occuparsi di Formazione Personale,
perchè dovrebbe compiere lunghi studi esegetici sullo
specifico e limitato modello teorico di un singolo professionista
(autorevole), se poi di fatto anche lo psicoterapeuta tende spesso
(se non: quasi sempre) a operare piuttosto come counselor?
Non è meglio studiare il counseling
direttamente?
Datevi un po' voi la risposta.
Per sapere qualche cosa
di più sul Counseling potete anche visitare il sito: www.psicotecnica.net
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relativo lavoro del Laboratorio, è importante consultare
e tenere come punto di riferimento anche il Codice Deontologico del Counselor, della
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del Counseling, potete consultare utilmente il nostro ampio sito
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